Founder & Team

Il team è composto da professioniste con una solida esperienza sui temi della disabilità e della neurodivergenza, del sostegno alla genitorialità e dell’accompagnamento ai genitori nel ruolo di caregiver.

Le psicologhe, psicoterapeute, formatrici, educatrici che fanno parte del team Ability Garden operano da anni nell’ambito della disabilità, dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e del Disturbo dello Spettro Autistico.

All’interno dei percorsi Parent Care e Parent Time  l’intervento si fonda su un approccio competente, integrato e sensibile alle complessità del carico di cura, offrendo uno spazio di supporto, ascolto e orientamento per i genitori e le famiglie.

L’Ability Garden®

Ability Garden è uno spazio di crescita in cui persone e aziende si incontrano. Valorizzando abilità e aspirazioni individuali, il TEAM accompagna entrambi nella costruzione di percorsi autentici e sostenibili, capaci di generare inclusione reale e valore condiviso.
 

Manager di rete di questo Giardino delle competenze è Serena Cecconi

Serena è una libera professionista che dopo oltre venti anni di esperienza come esperta di comunicazione istituzionale presso importanti organizzazioni, ha valorizzato la sua esperienza alla diretta collaborazione in Presidenza del Consiglio, per ultima quella presso l’Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e unito la sua esperienza personale per dedicarsi allo sviluppo del modello Ability Garden.
I nostri esperti, altamente specializzati e qualificati, operano costantemente a sostegno della genitorialità e dei percorsi scolastici dei figli con disabilità e/o neurodiversità.

Sono psicologi, psicodiagnostici e psicoterapeuti con esperienza pluriennale nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), Disturbo dello Spettro Autistico e nel campo della neuropsicologia, delle neuroscienze e della neuroriabilitazione.

La scelta di Ability Garden, nello specifico percorso di Parent Care, di avvalersi di esperti specializzati è stata premiante poiché non si è limitata a un coaching, ma si è fornito un supporto in relazione al carico di cura legato al ruolo di caregiver.

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Serena Cecconi

          In ambito Diversity & Inclusion:

  • Fondatrice e CEO di Ability Garden S.r.l. implementando il modello Ability Garden nelle più importanti organizzazioni nazionali e internazionali
  • Responsabile dell’apertura e coordinamento della prima sede del Telefono Azzurro di Torino (1994)
  • Responsabile del progetto di comunicazione “Istituto dell’Affido minorile” – Città di Torino
  • Autrice della campagna di comunicazione sui Congedi Parentali (L. 8 marzo 2000 – n.53)
  • Autrice del libro sull’esperienza genitoriale “Da grande farò il mostro o l’elefante”
  • Membro del comitato paritetico Ministero dell’Istruzione – Consiglio Superiore della Magistratura per lo sviluppo di progetti in ambito legalità
  • Autrice e coordinatrice del progetto di inclusione scolastica “Scriviamoci di Più” in collaborazione con il MIUR e Cepell (MIBAC)
  • Incarico di esperta presso la Cabina di Regia “Benessere Italia” della Presidenza del Consiglio dei Ministri
  • Incarico di esperta presso l’Ufficio per le Politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
  • Ideatrice e coordinatrice del D-brain  forum appuntamento annuale su Diveristy & Inclusion
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Benedetta Massimei

Psicologa e coordinatrice dei percorsi di
Parent Care

Chiara Falletta Caravasso

Psicologa e Psicoterapeuta

Chiara Pianciamore

Psicologa e Psicoterapeuta

Silvia Baraldi

Psicologa e Psicoterapeuta

Giulia Fabbri

Psicologa

Virginia Caliciotti

Pedagogista

Serena Cecconi, intervista al TG1

La diversita come talento, il lavoro come strumento di inclusione, Serena ha lavorato al suo progetto da anni, Lei che conosce bene la disabilità, due delle sue tre figlie sono portatrici di una malattia rara…“Uno spazio fisico aziendale dove si fa un attività di orientamento vocazionale, per poi andare ad individuare gli ambiti più attitudinali per realizzare le tre A…”